“NE VALE SEMPRE LA PENA” MONTISOLA , IL SUO SALAME, LE SUE SARDINE

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Ne vale sempre la pena“, ovvero dei posti incantevoli in giro per il piccolo mondo chiamato Terra.

Questa volta Vi porto a MontIsola, con i suoi 12 kmq di superficie, è l’isola lacustre più grande d’Europa, sorge come una montagna nel Lago d’Iseo fino a 600 metri di quota. L’isola è visitabile esclusivamente a piedi o in bicicletta: sono infatti da sempre abolite le automobili e i motocicli sono un’esclusiva dei residenti. Ci sono battelli da tutte le sponde del lago per attraccare in qualche porticciuolo dell’Isola. Da sempre il Lago D’Iseo e la Franciacorta fanno da richiamo per tanti appassionati della buona tavola. Provare la cucina del lago oggi significa immergersi in mondo antico e ricco di tradizioni dove la genuinità dei prodotti ed il rispetto del territorio sono alla base per una grande offerta gastronomica.

img_4892Lasciate le rive lacustri, Monte Isola ha un’anima contadina che raggiunge il suo apice nei piccolissimi borghi di Cure, Masse, Olzano e Senzano dove si mantiene viva la tradizionale produzione del “ Salame di Montisola”.

salame-di-montisola_p912003110693_01 La carne viene tagliata grossolanamente a coltello, un modo quasi sicuro per riconoscerlo, così come la miscela di vino e aglio con cui viene trattato, rendendolo particolare anche all’ assaggio. Ciliegina sulla torta è il passaggio di affumicatura, che normalmente dura 30 giorni e viene svolto sempre sull’isola . 

Altro prodotto tipico è la “sardina” è in realtà un agone, ma è chiamata sardina per la sua somiglianza con il noto pesce marino.

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Presidio slow food, la pesca di questo pesce si pratica tutto l’anno, tranne nei mesi primaverili della riproduzione. Una volta pescate, le “sardine” sono lavate in acqua corrente e lasciate per almeno 48 ore sotto sale. Dopo la salatura vengono messe ad essiccare al sole e all’aria del lago per circa quaranta giorni. Il pesce viene inchiodato per la testa ai gancetti presenti sulle assicelle di legno che compongono le intelaiature, a file parallele.


img_5118Dopo l’essiccazione sono disposte in modo concentrico in contenitori di acciaio e sono pressate con un peso, o torchiate, per far uscire il grasso, che viene subito eliminato. Dopo questa operazione si ricoprono le sardine con olio di oliva. Si conservano per alcuni mesi, ma durano anche fino a due anni, avendo cura di cambiare l’olio dopo 9 o 10 mesi. Dopo qualche mese di maturazione le sardine diventano dorate e si possono mangiare dopo averle cotte, per pochi minuti, sulla brace ardente. Sono quindi condite con olio, prezzemolo e aglio e servite con polenta: il piatto più tradizionale del lago, dal sapore intenso e particolare. In questo link trovate la ricetta originale.

Siamo in periodo di ponti e di gite. Consiglio davvero un passaggio al Lago d’Iseo, una bella crociera a MontIsola, lasciate i rumori a casa e gustatevi tutta la bellezza ed i sapori del lago, magari ascoltando l’ultima canzone di Bruce Springsteen: “Hello Sunshine”

 

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