La Pecorino cake scomposta profuma di Fior di Natura

A me piace osare sempre o quasi, soprattutto in cucina. Trovare degli abbinamenti giusti al momento giusto, avere la sensazione in bocca di assaporare tutti gli ingredienti di un piatto, voglio emozionarmi nello scoprire che nel cibo che sto assaggiando ho delle sorprese che mi aspettano. Ecco, allora, che con questo piatto ho voluto un po’ esagerare, ho voluto ricercare dei gusti un po’ fuori le rime, sentire il profumo di una cheese cake dolce, ma che in fondo lascia quel sapore di sapidità un po’ lunga e persistente del FIOR DI NATURA del Caseificio IL FIORINO.

Ingredienti per 4 bicchieri:

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  • 100 g di panna;
  • 30 grammi di zucchero;
  • 50 g di burro;
  • 100 g di mascarpone;
  • 100 g di ricotta;
  • 80 g di pecorino FIOR DI NATURA, caseificio IL FIORINO;
  • 100 g di biscotti (da sbriciolare);
  • marmellata di fichi e noci o del caramello.

Procedimento:

in un pentolino scaldate la panna con lo zucchero e portate ad ebollizione. Continuate a mischiare per sciogliere bene lo zucchero fino a quando il pentolino si sarà intiepidito, allora, a quel punto unire il mascarpone e la ricotta e mescolate fino a raggiungere una crema bella densa. Grattugiate il pecorino fino a quando non si sarà addensato ed aggiungete il burro. Lasciate raffreddare per 45 minuti in freezer. Sbriciolate i biscotti in un bicchiere e preparate gli strati delle vostre mini pecorino cake.

CHEESECAKE

Una buona alternativa alla marmellata di fichi e noci è usare anche del caramello, qui pubblico entrambi i “piatti” finiti. Lascio a Voi la scelta.

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Non voglio dilungarmi sulla storia della cheese cake, anche se affrontarlo e studiarlo sarebbe veramente curioso. Si hanno notizie delle prime torte al formaggio nella Grecia antica, si passa ai Romani e si hanno notizie soltanto dal 1800 negli Stati Uniti. Lego la cheese cake ad un viaggio a NYC nel 2009, ricordo indelebile di una colazione romantica in quel di Central Park, una canzone di un rocker geniale come Billy Joel mi fa sorridere. Facile immaginarsi l’Italian restaurant del titolo come uno di quelli – esistenti solo negli Stati Uniti – immortalati in tanti film ambientati a New York, con i tavolini su strada e le tovaglie a quadretti rossi e bianchi.

 

Un commento Aggiungi il tuo

  1. loredana ha detto:

    Grande Stefano, una goduria per il palato ! Bravissimo

    "Mi piace"

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