#stedesteamilano tra un monastero benedettino e il Don Pirlone

Giro Milano ormai da quasi turista, mi perdo nelle sue strade, scopro nuovi (vecchi ed antichi) posti da visitare, grazie a mia madre che andava a trovare un’amica in corso Magenta scopro la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, sede del più importante monastero femminile dell’ordine benedettino. Tantissimi affreschi all’interno tanto che viene indicata da molti come la “Cappella Sistina” milanese. Se non la conoscete andate a farci un giro, l’emozione è assicurata.

Ovviamente, dopo la gita, non potevo farmi mancare un passaggio alla trattoria brasera meneghina a pochi metri da Santa Maria delle Grazie, anche sede del cenacolo vinciano e dalla sua vigna. Non molta gente, ambiente caldo e molto cordiale grazie alla simpatica cameriera, ci sediamo nel piccolo corridoio che porta alla dispensa. Sopra le nostre teste una copia del “Don Pirlone” che andando a scovare nelle ricerche di google scopro essere un antico giornale di satira politica, romano, del 1400. Guardiamo il menu, l’occhio mi cade subito sul risotto ed ossobuco, sulla casoela, ma, poi, non posso resistere al risotto alla parmigiana con rognone. Mia madre, sicura, senza dubbi, ordina il suo risotto allo zafferano con oss buss. Ordiniamo 2 calici di Barbera d’Asti ed attendiamo fiduciosi senza assaggiare le prelibatezze dei nervetti e mondeghili, perché sicuri che i risotti ci sazieranno abbondantemente.

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I piatti sono abbondanti, il gusto deciso, grasso, forte, come chiede una cucina meneghina. Si sentono tutti i gusti, la carne è sicuramente di qualità, il riso è cotto alla perfezione, non si sente il burro, la mantecatura è delicata, la presentazione rigorosa, senza fronzoli, complimenti veramente. Chiudiamo con un classico, il piatto di pere san martino al vino rosso e due caffè. Il prezzo finale intorno ai 60,00 € è nella media milanese. Forse non proprio economico ma per qualità del cibo, atmosfera e cordialità del personale ve lo consiglio vivamente.

Ricordo mio nonno, che ha vissuto in prima persona la II guerra mondiale, che mi canticchiava questa canzone di Nanni Svampa quando mi portava in giro per la Sua Milano: ma mima mi ma mi , quaranta dì quaranta no (…)

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